In questi giorni ho ultimato di vedere (per l’ennesima volta) STAR TREK: STRANGE NEW WORLDS e, come ogni volta accade quando vedo un qualsiasi episodio della saga, il mio pensiero torna ad una persona speciale che per Star Trek ha lavorato e che posso annoverare con orgoglio fra i miei amici.
Un amico, sì. Che mi ha lasciato anni fa. E voglio ricordarlo riprendendo quello che scrissi ai tempi sul mio vecchio sito, e postandolo di nuovo, qui su Substack per condividerlo con voi.
Addio, mio grande amico speciale.
Ho avuto il privilegio di conoscerti, Richard, qui in Italia, ad una Convention di Star Trek, tantissimi anni fa. La cosa che mi colpì più di tutte fu il tuo animo gentile, la tua spigliata voglia di comunicare nonostante le barriere linguistiche e la gioia con cui portavi avanti e seguivi la tua passione da un vita intera.
Conoscerti mi ha cambiato la vita. E’ stato un regalo meraviglioso. Ritrovarti, anno dopo anno, alle Convention, era come ritrovare un vecchio amico e passare assieme momenti indimenticabili. Quella semplice conoscenza è diventata, negli anni, una vera e propria amicizia, legata a filo doppio. Ancora ricordo quando venni a trovarmi a Torino, appena prima le Olimpiadi invernali, giusto per passare assieme una mezza giornata.
Ricordo il tuo stupore e la tua meraviglia visitando il Museo del Cinema. In fondo, non vuoi portare uno che ha lavorato per Star Trek ed è legato al cinema e alla televisione da una vita a vedere il museo della Mole? E andiamo, su. Era il minimo che potessi fare, no?
Il ricordo più bello che ho di te, però, è legato al regalo più grande che ho mai ricevuto in vita mia: la possibilità che mi hai dato di partecipare, come staff, alla Convention di Las Vegas nel 2006 per i 40 anni di Star Trek.
E’ stato 19 anni fa.
Ma lo ricordo come fosse oggi.
Durante quella Convention hai rivoluzionato la mia vita, permettendomi di toccare con mano il mito e di viverlo per cinque lunghi, faticosissimi giorni. Non dimenticherò mai la premura e la gentilezza che hai avuto verso tutti i collaboratori della Convention, me per primo, vero e unico “alieno” dello staff, che arrivava da oltreoceano.
E’ stato un privilegio ed un immenso onore conoscerti, farti da spalla ad ogni Convention per anni e anni, tradurre quello che dicevi, ascoltare i tuoi aneddoti e i tuoi punti di vista, passare più tempo possibile con te, discutere fino a notte fonda, dividere le camere d’albergo ogni volta diverse, scarrozzarti in un lungo e in largo e farmi scarrozzare da te per le strade di Las Vegas.
Mi manchi già da morire ora.
Non so nemmeno immaginare quanto mi mancherai più avanti. So solo che ti voglio bene. Te ne ho sempre voluto.
Te ne vorrò per sempre.
Addio, mio grande amico speciale.
Un ricordo unico
Quello che linkato qui sotto è il mio personalissimo ricordo di quanto ho vissuto nel 2006, durante la Convention di Las Vegas, evento cui partecipai sotto invito di Richard, come membro dello staff.
L’ho conservato in un file per tutti questi anni, senza mai pubblicarlo da nessuna parte, nemmeno sul sito dello Star Trek Italian Club. È qualcosa che ho conservato gelosamente per tutto questo tempo.
Ora, dopo la morte di Richard, volevo ripubblicarlo qui esattamente com’è. Senza editing o altro.
Ma la sua lunghezza è eccessiva per un singolo post quindi ho creato una pagina ad hoc sul mio sito per l’occasione, raggiungibile solo da questo link.
Quello che trovate sul sito, dunque, è la copia esatta di quello che ho scritto ormai 20 anni fa.
Nel rileggerlo, ho sentito Richard accanto a me, un’ultima volta.
Forse è per questo che l’ho scritto.
Per sentirmi ancora una volta, rileggendolo, parte di qualcosa di davvero speciale.


